Il SS. Annunziata e il fotografo Enzo Cei, insieme per il progetto "Neonati a Taranto"

Nei giorni in cui a Taranto prendeva avvio il processo Ambiente svenduto - il più importante in Italia riguardante i temi ambientali, dopo quello Eternit - nel capoluogo jonico e in altre sei città pugliesi, venivano proiettate quarantasette fotografie di Enzo Cei, fotografo, regista e scrittore toscano, il cui impegno civile è riconosciuto da tempo. Un lavoro realizzato nell'Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto, diretta dal Dottor Oronzo Forleo.
"Il 5 febbraio si ricomincia: il maxiprocesso riparte da una nuova udienza preliminare.
Quarantasette, come le foto del reportage 'Neonati a Taranto', le persone accusate di disastro ambientale; per loro il giudice dovrà pronunciarsi, nuovamente, - si legge nella nota stampa - per l’eventuale rinvio a giudizio. E con questa nuova fase del procedimento, i media nazionali ed internazionali riproporranno il solo volto di Taranto che si conosca: i suoi veleni giudiziari e quelli reali, ben visibili sopra la città".
Il lavoro di Enzo Cei si spinge oltre l’Ilva e i suoi disastri, per mostrare l’immagine di bimbi nati prematuramente e il loro attaccamento alla vita, in una condizione estrema. Il patrimonio di competenze e qualità umane a difesa di questi neonati, "in una comunità offesa e dal futuro incerto. La vita che resiste, nonostante tutto".
L'ISBEM, Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo di Mesagne, invita a guardare, attraverso queste fotografie, "ad un altro dove, sempre sotto i nostri occhi eppure invisibile.
Un orizzonte lontano dai fumi dell’Ilva,- continua il comunicato - lo stesso che accoglie quella bellezza che si riconosce negli scatti del maestro Cei. Luoghi fisici e mentali con i quali continuare a dialogare. Neonati a Taranto, infatti, non è che il primo passo del fotografo pisano lungo un percorso che possa coinvolgere le energie migliori della comunità jonica e pugliese. Qualità e potenzialità che aspettano solo di emergere, anche attraverso gli strumenti che la fotografia offre".
L’evento, che lo scorso ottobre ha ospitato nel capoluogo jonico l’anteprima nazionale del lavoro fotografico di Enzo Cei, è stato organizzato dall’associazione tarantina Delfini e Neonati - A. De Cataldo onlus, dal Circolo fotografico “Il Castello” e sostenuto dal progetto Rete Gens, dal Circolo Arci-Uisp, dalla Cooperativa sociale Stipa delle Fate, entrambe di Crispiano e dalla neonata associazione culturale Ciosa, di Grottaglie.
L'ISBEM, istituto di ricerca senza scopi di lucro con il quale il maestro Enzo Cei collabora, in 16 anni di esistenza ha avviato molti giovani del Mezzogiorno alla formazione e alla ricerca, come vie maestre per migliorare il Pianeta Salute e plasmarlo sui bisogni dei cittadini. Guidato dal professor Alessandro Distante, l'ISBEM svolge la propria missione facendo progetti interdisciplinari e innescando la collaborazione integrata fra tutti gli attori del progresso: Istituzioni, Ricerca, Imprese, Cittadini, Scuole e Comunicazione. Emerge così il ruolo cruciale della Ricerca e dei Cittadini per raggiungere un obiettivo strategico per tutti: la Salute.
Foto: www.enzocei.com










